“Le Stanze di San Benedetto-Catalogo generale delle opere (XV – XVIII secolo)”, presentato il volume a Montecassino

Presentazione del volume “LE STANZE DI SAN BENEDETTO – La quadreria di Montecassino da Urbano VIII al Novecento. Catalogo generale delle opere (XV – XVIII secolo)” 

8 anni di studio e ricerche, circa 600 opere individuate e catalogate, migliaia di foto scattate alla ricerca di quelle immagini che potessero rendere al meglio nelle pagine di un volume che ha tutte le premesse per diventare uno dei testi più richiesti dei prossimi mesi da studiosi e ricercatori.

Da qui si è partiti martedì 24 ottobre nella Sala San Benedetto dell’Abbazia di Montecassino per illustrare il lavoro che il Prof. Mauro Vincenzo Fontana – con il supporto dell’Abate Donato prima e dell’Abate Luca poi – è riuscito a portare a compimento nei mesi scorsi e a condensare nelle 544 pagine del volume “Le stanze di San Benedetto – La quadreria di Montecassino da Urbano VIII al Novecento.

Tanti gli appassionati di arte che hanno voluto essere presenti ad un momento che si può senza dubbio definire storico, una occasione in cui tutte le opere pittoriche presenti all’interno delle mura abbaziali hanno preso vita e si sono mostrate a quanti fino a questo momento non ne conoscevano l’esistenza. Moltissimi inediti, quindi, che di certo costituiranno la base da cui poter ripartire con slancio e passione verso un nuovo obiettivo di conoscenza e condivisione.

I saluti iniziali

Il saluto dell’Abate Luca ha dato inizio al pomeriggio dedicato alla presentazione del catalogo:

“Ringrazio tutti coloro che hanno accolto l’invito a questo incontro, e in particolare quanti ci offriranno il loro contributo: l’Abate Donato, l’Architetto Gabriella Musto, della Direzione Regionale dei Musei del Lazio, e nello specifico direttore dell’Abbazia di Montecassino, oltre che del Pantheon di Roma – Basilica di Santa Maria ad Martyres; il prof. Vincenzo Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate, che porteranno il loro saluto e che ringrazio per la loro presenza. Ringrazio anche il Direttore della Direzione Regionale dei Musei del Lazio, il prof. Stefano Petrocchi, che ci onora della sua presenza; e poi i relatori principali, la professoressa Giovanna Capitelli, dell’Università di Roma Tre, e il Dott. Lorenzo Riccardi, della Sovrintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina. E un grazie soprattutto al prof, Mauro Vincenzo Fontana, che ha curato Le Stanze di San Benedetto, primo Catalogo generale della Quadreria custodita nella nostra Abbazia.

Il 24 ottobre del 1964 – il prossimo anno celebreremo il sessantesimo anniversario – san Paolo VI saliva a Montecassino per consacrare la Basilica Cattedrale, ricostruita dopo la distruzione a seguito dei bombardamenti avvenuti vent’anni prima. In quell’occasione ha proclamato san Benedetto patrono d’Europa con la bolla Pacis Nuntius, che lo definisce appunto testimone, annunciatore di pace. L’abbazia di Montecassino rinasceva così per la quarta volta, dopo la nuova distruzione subita nel corso della seconda guerra mondiale. 

Nel nostro linguaggio metaforico, per parlare di una nascita usiamo l’immagine del “venire alla luce”. Ogni nascita è di fatto anche una manifestazione, una rivelazione, perché si tratta di un rivelarsi nella luce e alla luce. Possiamo perciò dire che il prezioso lavoro svolto in questi anni dal professor Mauro Vincenzo Fontana, e che si concretizza adesso nella pubblicazione del volume che oggi presentiamo, si inserisce in questo processo di rinascita che Montecassino ha vissuto e continua a vivere, poiché consente appunto di portare alla luce, e dunque di manifestare, di rivelare, i tesori custoditi nella quadreria della nostra abbazia, e che si dilatano nell’intero arco dell’epoca moderna, dal XV al XVIII secolo.

Si tratta di un patrimonio che per circa i suoi due terzi (più di quattrocento pezzi sugli oltre seicento, tra dipinti e disegni) risulta attualmente ignoto agli stessi specialisti, che potranno adesso godere di un significativo e consolidato punto di partenza per ulteriori ricerche e approfondimenti.

Per questo motivo abbiamo voluto scegliere questa data per questa presentazione: non soltanto per celebrare un anniversario, per quanto importante sia, ma per dare il giusto risalto al lavoro del prof. Fontana e dei suoi collaboratori, che si iscrive davvero in quell’impegno di portare alla luce, che è impegno per la nascita e per la vita, e di conseguenza anche per la pace, poiché la morte ha le sue manifestazioni contrarie, che non sono soltanto quelle della distruzione o della perdita, ma anche della dimenticanza, della non conoscenza, della non condivisione di ciò che, proprio in quanto espressione del bello e della ricerca del vero, non può che essere condiviso, fatto conoscere, messo a disposizione di altri, degli specialisti, ma anche degli amanti dell’arte e di tutti coloro che sanno apprezzare e godere di tutto ciò che la persona umana sa ideare e produrre.

Non sta a me, e non ho la competenza necessaria per mettere in risalto il valore di questo volume e di tutto il pregevole lavoro che c’è dietro. Gli interventi autorevoli di questo incontro lo faranno e siamo tutti desiderosi di ascoltarli. Prima di concludere questo saluto iniziale, desidero tornare a sottolineare come Paolo VI, nel definire san Benedetto Pacis nuntius, motivava la scelta di quel titolo per il patrono principale d’Europa affermando che egli «cementò quell’unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l’unico popolo di Dio; unità che, grazie allo sforzo costante di quei monaci che si misero al seguito di sì insigne maestro, divenne la caratteristica distintiva del Medio Evo. Questa unità che, come afferma sant’Agostino, è “esemplare e tipo di bellezza assoluta”».

Oggi assistiamo sgomenti e anche impotenti a tante spinte disgregatrici e a dinamiche conflittuali, che esplodono talora in guerre insensate e sanguinose, come sta avvenendo in Ucraina, o in terra Santa, o in tante altre parti del mondo, altre volte rimangono più sotterranee e nascoste, ma non meno letali e dannose. Il nostro auspicio, anche come comunità monastica di Montecassino, è che ciò che ci è stato consegnato dal passato, e che ora, anche grazie alla pubblicazione di questo volume, viene condiviso, possa davvero contribuire, per la piccola parte che gli può competere, ma che rimane comunque parte significativa e qualificata, a tessere e cementare questa unità spirituale che deve diventare più forte di ogni divisione, opposizione, conflitto.

L’Abate Donato, subito dopo,  ha ricordato come sia stato “un lungo viaggio quello condiviso con il prof.Mauro Vincenzo Fontana, un viaggio in cui ho imparato tante cose – da amante dell’arte e di tutto ciò che è bello – grazie alla sua vicinanza e al suo “fiuto” davvero particolare che gli consente di leggere e interpretare alcuni lavori di cui non si conosceva ancora la paternità. Grazie per il lavoro che hai svolto in questi lunghi anni e di cui oggi godiamo il frutto, questo catalogo che oggi presentiamo. Come diceva l’Abate Luca, mi piace pensare che questo momento che stiamo vivendo questa sera sia un intermezzo di bellezza in mezzo alle tante brutture che ci circondano , alle tante vicende dolorosissime che ci fanno riflettere sulla natura dell’uomo e sulla sua incapacità capacità di arrivare ad una convivenza pacifica ed armonica. Questo che viviamo stasera non è un semplice tempo che trascorriamo da un punto di vista estetico – per goderci le bellezze dei quadri raccolti e censiti nel catalogo da Mauro Vincenzo – è proprio un voler riproporre come la bellezza non possa essere vinta dalle brutture di cui siamo circondati.

Il gustare le bellezze di cui si è circondati qui a Montecassino, centinaia di quadri uno più bello dell’altro, dovrebbe, quindi, portarci a coltivare sempre di più questa propensione a mantenere viva la bellezza sapere che essa non viene cancellata dalle contraddizioni di cui è piena la storia e che in qualche modo continua a riaffiorare in qualche modo, e a far sentire il suo canto. E questo è un bene perché quando c’è la bellezza arriva il gusto del buono e del vero. Auguro quindi che questa serata possa esserci utile anche in questo senso.”

È stata poi la volta dell’Architetto Gabriella Musto, Direttore dell’Abbazia di Montecassino e del Pantheon-Basilica di Santa Maria ad Martyres: “Stasera rappresento la Direzione Regionale dei Musei del Lazio anche per conto del mio Direttore, dott. Stefano Petrocchi, presente qui in sala e porto principalmente il mio ringraziamento al professor Fontana per il preziosissimo lavoro svolto in questi anni. Un lavoro a cui si è dedicato tantissimo, io stessa l’ho incontrato più volte qui in abbazia, e vi si è dedicato anche con grande modestia, producendo un materiale che sarà utilissimo per chi, come noi, lavora nella Cultura.
La mia riflessione in questa sede è proprio questa: il Ministero della Cultura si occupa della tutela, della conservazione, della gestione e della valorizzazione di luoghi come l’Abbazia di Montecassino, ma è fondamentale che l’Università e i Ricercatori portino avanti la conoscenza, che con il loro apporto favoriscano, come in questo caso, la scoperta e la diffusione di quanto ancora resta da approfondire.

Molte delle opere presenti in questo catalogo, infatti, ho potuto conoscercele soltanto attraverso questa attenta, puntuale, analitica, sistematica e appassionata analisi svolta dal prof.Fontana e per me è una grande opportunità. Chi lavora nei musei, come me, spesso si trova a dover affrontare il tema della direzione di ‘contenitori di opere bellissime, preziosissime ma che non sempre sono accompagnati da inventari e cataloghi che siano accurati, approfonditi e non siano soltanto un elenco di opere, ma raccontino anche la natura e l’identità dell’opera stessa. E per questo ringrazio ancora il prof.Fontana.

Il Prof. Vincenzo Formisano, Presidente della Banca Popolare del Cassinate, il cui contributo nelle fasi finali della stampa e pubblicazione del catalogo è stato fondamentale, ha voluto evidenziare come si tratti di un nuovo tassello nel lungo percorso di amicizia e collaborazione che, sin dalla fondazione della banca, lega la BPC all’Abbazia di Montecassino.

Non sempre, oggi, si pensa alle banche in maniera positiva. Al contrario, un evento come la pubblicazione e la presentazione di questo catalogo, testimonia come le banche possano essere invece una preziosa risorsa per le comunità e i territori. La Banca Popolare del Cassinate ha partecipato non in ottica di semplice sponsorizzazione, ma come una vera e propria partnership che nasce da una visione ben diversa e più ampia del ruolo delle banche di territorio: mi riferisco alla BPC, ma, in generale, a tutte le piccole banche e in particolare le banche popolari che sono interlocutori fondamentali del territorio.

Oggi le banche di dimensioni minori sono indicate con l’acronimo LSI, ovvero Less-significant institutions, perché meno capaci di incidere su scala mondiale e globale. Ma a me piace definirle LOCAL significant, ovvero significative, importanti e talvolta decisive per una comunità locale: le banche di territorio sono un patrimonio delle Comunità, della collettività. Un patrimonio da conservare al pari di un patrimonio artistico da tutelare, per far crescere i valori e il valore dei nostri territori.

Per la BPC essere parte di un’iniziativa come questa ha certamente un valore economico, ma ha anche e soprattutto un valore culturale e sociale: e sappiamo bene che dove cresce la cultura, cresce anche la ricchezza. Per questo ormai da anni pubblichiamo anche un report di sostenibilità, che misura la ricaduta dell’operato della banca sull’ambiente, sulla società, sul territorio: quest’anno la banca ha distribuito sul territorio valore per oltre 44 milioni di euro. Il nostro impegno è quello di creare valore, non solo economico, per la nostra comunità di riferimento, un valore che è, per tutti, valore condiviso.

Gli interventi e la conclusione

Dopo i saluti, gli interventi del dott. Lorenzo Riccardi –della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Frosinone e Latina-e della Prof. Giovanna Capitelli -della Università degli Studi Roma Tre – hanno permesso di entrare nel vivo della metodologia impiegata dal Prof. Fontana e dell’importanza – per gli studiosi e per la storia della stessa Abbazia – di questo volume che finalmente raccoglie tutte le opere presenti all’interno delle mura monastiche – corredandole di preziose informazioni sulla attribuzione e collocazione – e che ha visto la luce alla vigilia dell’ottantesimo anniversario del bombardamento di Montecassino.

In conclusione i ringraziamenti del prof.Mauro Vincenzo Fontana a quanti hanno permesso che si potesse raggiungere questo importante traguardo e che gli sono stati accanto negli otto anni di ricerca e studio. Anni in cui il confronto con studiosi di altri ambiti affini è stato fondamentale per arricchire quanto più possibile di informazioni la storia di ciascuna opera e, nel caso, ricollocarla in maniera virtuale nel posto che occupava all’interno delle Stanze di San Benedetto – ricostruite appunto virtualmente con pazienza e attenzione- opera certosina in cui fondamentale è stato il supporto di Dom Mariano Dell’Omo, responsabile dell’Archivio abbaziale..

In sintesi, quanto riportato nella quarta di copertina del Catalogo, rende certamente al meglio il lavoro svolto e ottenuto da Mauro Vincenzo Fontana negli ultimi otto anni:

“L’abbazia di Montecassino custodisce ancora ai nostri giorni un patrimonio straordinario, tanto ricco e variegato in termini di qualità e quantità quanto sconosciuto al grande pubblico come agli specialisti. Le numerosissime opere che oggi popolano quasi del tutto insospettatamente gli ambienti del complesso benedettino ne fanno infatti un sensazionale scrigno d’arte, che dopo aver patito la violenza della guerra e tanti anni di oblio è finalmente pronto per rivelarsi al mondo.

Mietendo i frutti di una ricerca che si è mossa lungo direttrici parallele d’indagine e che messo a sistema le notizie ricavabili dalle carte d’archivio e dalle fonti antiche con quelle fornite da una mappatura diretta e sistematica di tutti i dipinti e i disegni di epoca moderna, questo volume pone nelle mani del lettore il primo catalogo generale della quadreria attuale.

E grazie a un’apposita campagna fotografica e a una serie davvero nutrita di acquisizioni critiche tra rinvenimenti documentari, opere inedite e puntualizzazioni, ripercorre una per una le tappe cruciali della storia della raccolta cassinese, dalla nascita all’inizio del Seicento delle Stanze di San Benedetto – il veneratissimo santuario benedettino dove erano convogliati i capolavori della collezione – sino alla faticosa ricostruzione moderna nel Secondo dopoguerra.”

Servizio fotografico di Roberto Mastronardi