Cammino e formazione monastica

  • Discernimento: varia da persona a persona e presuppone un periodo di circa un anno per verificare l’eventuale chiamata alla vita monastica e conoscere la comunità.
  • Dopo un periodo di esperienza che sarà valutato dal responsabile della formazione insieme al candidato, si può cominciare il postulantato che dura circa un anno. Il postulante vive all’interno della comunità.
  • Al termine del postulantato si è ammessi all’anno di noviziato canonico, terminato il quale si accede alla professione dei voti religiosi (povertà, castità, obbedienza e stabilità) per tre anni. Durante questo periodo, generalmente, si inizia anche il percorso di studi filosofico-teologico.
  • Conclusi i tre anni di professione, il monaco può essere ammesso alla professione perpetua dei voti religiosi oppure può ricevere un prolungamento per un ulteriore discernimento.
  • Il cammino monastico può comprendere anche l’ammissione all’ordinazione sacerdotale. Quest’ultima, tuttavia, viene valutata dall’abate e dalla comunità in base all’idoneità del monaco e alle esigenze della vita comune.

Cammino e formazione monastica

  • Discernimento: varia da persona a persona e presuppone un periodo di circa un anno per verificare l’eventuale chiamata alla vita monastica e conoscere la comunità.
  • Dopo un periodo di esperienza che sarà valutato dal responsabile della formazione insieme al candidato, si può cominciare il postulantato che dura circa un anno. Il postulante vive all’interno della comunità.
  • Al termine del postulantato si è ammessi all’anno di noviziato canonico, terminato il quale si accede alla professione dei voti religiosi (povertà, castità, obbedienza e stabilità) per tre anni. Durante questo periodo, generalmente, si inizia anche il percorso di studi filosofico-teologico.
  • Conclusi i tre anni di professione, il monaco può essere ammesso alla professione perpetua dei voti religiosi oppure può ricevere un prolungamento per un ulteriore discernimento.
  • Il cammino monastico può comprendere anche l’ammissione all’ordinazione sacerdotale. Quest’ultima, tuttavia, viene valutata dall’abate e dalla comunità in base all’idoneità del monaco e alle esigenze della vita comune.