Concerto di Leo Gassmann in Abbazia – 11 Luglio 2026

È calato il sipario sui festeggiamenti dedicati a San Benedetto con un finale d’eccezione, il Concerto di Leo Gassmann. Un giovane cantautore e attore che ha dimostrato, a dispetto della sua giovane età, tanta maturità, talento, sensibilità e dolcezza d’animo.
Nel cammino che porterà l’Abbazia a celebrare i 1500 anni dalla sua fondazione, il Monastero benedettino vuole spalancare le porte ai giovani che rappresentano il futuro. Quale miglior modo per coinvolgere le nuove generazioni se non attraverso la musica di un giovane cantautore che si è sempre impegnato nel promuovere valori importanti come la giustizia e i diritti umani. Cresciuto in una famiglia di artisti, figlio di Alessandro Gassmann e nipote di Vittorio Gassmann, Leo ha raggiunto la notorietà nel 2020, in seguito alla vittoria del 70º Festival di Sanremo, nella sezione “Nuove proposte”, con il brano Vai bene così. Vanta altre due partecipazioni al Festival: nel 2023 con il brano Terzo cuore. Nel 2026 con il brano Naturale. Parallelamente alla carriera discografica, dal 2024 si dedica anche alla recitazione. Ha debuttato come attore nel film televisivo Califano, proprio nei panni di Franco Califano. Per lo stesso film è stato premiato al Nastro d’argento come “Rivelazione dell’anno”.
Sabato sera, la grande sensibilità e purezza d’animo di Leo Gassmann si sono manifestate subito quando, durante le prove, ha voluto fare un omaggio al maestro Peppino Di Capri, cantando uno dei suoi brani più famosi, “Roberta”, in uno dei Chiostri dell’Abbazia. Il Video è comparso sul suo profilo Instagram e ha già collezionato un gran numero di visualizzazioni e commenti positivi. Durante la serata ha più volte espresso il suo piacere nell’esibirsi in un luogo ricco di storia e di sacralità come l’Abbazia di Montecassino, nella suggestiva cornice del Chiostro del Bramante che ha contribuito a rendere emozionante il suo concerto. Si è concesso con gioia ed entusiasmo al suo pubblico accorso numeroso da ogni parte d’Italia.
Con la stessa gentilezza e garbo ha concesso un’intervista alle telecamere dell’Abbazia.
– Nonostante la tua giovane età, ti sei sempre impegnato nel promuovere valori importanti come la giustizia e i diritti umani. Hai più volte espresso profondo dolore per la crisi umanitaria nella striscia di Gaza e in Palestina. Che effetto ti fa esibirti in un’Abbazia che ha subito la distruzione e gli orrori della guerra. La stessa Abbazia in cui proprio il giorno prima del tuo concerto, il Cardinale Pizzaballa ha dichiarato che l’80% di Gaza è distrutto e ha poi fatto l’ennesimo appello alla pace?
– Sono onoratissimo di poter cantare in questo posto magico. Sicuramente è molto importante lanciare messaggi di pace, come ha fatto ieri il Cardinale Pizzaballa. È un periodo storico molto complesso. In Palestina, in Ucraina e in tanti altri posti. A volte credo che neanche se ne parli a sufficienza. Ci sono persone che subiscono ingiustizie da parte di pochi potenti che distruggono terre e uccidono famiglie e non permettono di vivere in un paese libero. La guerra è sempre sbagliata. Bisogna condannarla. Bisogna promuovere sempre valori positivi, che sono quelli che faticano a sopravvivere quando sopraggiunge l’odio e la violenza. Sono d’accordissimo con il messaggio del Cardinale ed è un onore poter cantare anche per la pace questa sera. Continuando a parlare di pace, continuando a protestare, magari qualcosa può cambiare.
– Parliamo di musica. A 28 anni già hai collezionato tre partecipazioni a Sanremo, come immagini l’edizione 2027 affidata a Stefano De Martino? Parteciperai anche quest’anno alle selezioni?
– Sono molto curioso di guardarla. Stefano De Martino sta dimostrando di essere perfetto per condurre un programma come Sanremo. Secondo me porterà tante novità. Trovo molto interessante la proposta della serata dedicata all’Eurovision. In questo momento non ho una canzone, quindi ti dico no però non si sa mai.
– Così come questa Abbazia trasuda storia, anche tu porti sulle spalle un cognome di valore. Pesa di più la responsabilità oppure l’orgoglio di portare un cognome così importante?
– Portare questo cognome è un grande orgoglio. Sicuramente quello che hanno fatto mio padre mio nonno prima di lui, sono cose immense ed io sono semplicemente onorato di far parte di questa famiglia. Mi sto costruendo pian piano la mia collina, con le mie vittorie e le mie sconfitte. Faccio quello che amo. Questa sera sono in un luogo magico, spiritualmente importante. Sono felice. Alle persone piacciono le mie canzoni. Sono molto grato alla vita.
– Hai iniziato con la musica, ma hai sperimentato anche la recitazione. Cosa ti piace di più e in cosa pensi di avere più talento?
– Non c’è una cosa che preferisco tra le due. Sono delle emozioni diverse, è un po’ come chiedere se vuoi più bene a mamma o papà. In realtà sono due cose essenziali per me, anche per la mia ricerca interiore. Quando si fa arte deve essere una ricerca personale, non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Sicuramente c’è la voglia di essere ascoltati e visti. Sono molto autocritico e severo con me stesso. Non sono nato con nessun talento particolare ma ho una grande passione e cerco di rendere onore a questa passione. Credo che il talento si possa costruire nel tempo. Non sono un bambino prodigio, però sono stato sempre circondato da tanto amore che mi ha dato la carica per andare avanti e costruire la mia carriera personale. Faccio quello che amo e cerco di costruire il mio talento passo dopo passo.



































