S.E. Mons. Rigillo, il Vicario Apostolico di Bengasi, in Abbazia nella III Domenica di Quaresima

 

Nella III Domenica di Quaresima, S.E. Mons. Sandro Overend Rigillo OFM, Vicario Apostolico di Bengasi, ha proposto una riflessione centrata sulle parole di Gesù nel Vangelo: «Non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo» (Gv 12,47).

Il vescovo ha sottolineato che la missione di Cristo è anzitutto una missione di misericordia. Gesù non viene per giudicare o per condannare, ma per offrire all’umanità la possibilità di una rinascita. La luce della sua presenza apre alla conversione e a una vita nuova, mentre la condanna appartiene all’ombra della morte.

Mons. Rigillo ha ricordato che la salvezza annunciata da Cristo non è a basso costo: è una salvezza pagata da Lui stesso. In questa prospettiva ha richiamato l’immagine del buon Samaritano, figura che richiama Gesù stesso, colui che si china sull’uomo ferito e cura le ferite del peccato.

Un altro esempio significativo è l’incontro di Gesù con la Samaritana. Il vescovo ha evidenziato il cammino progressivo di fede della donna: inizialmente vede in Gesù semplicemente un uomo, poi lo riconosce come Giudeo, quindi come profeta. In questo dialogo emerge con forza la misericordia di Cristo: Gesù non la condanna per la sua vita, ma continua a parlare con lei, conducendola passo dopo passo verso la verità. Alla fine si rivela apertamente e la donna, trasformata dall’incontro con Lui, lascia la sua anfora e diventa testimone: da persona evangelizzata diventa missionaria. Grazie alla sua testimonianza, molti Samaritani arrivano a credere in Gesù.

Il vescovo ha inoltre sottolineato come Gesù rompa con le consuetudini del suo tempo. L’incontro con la Samaritana mostra come Egli superi le barriere e i pregiudizi che separavano Giudei e Samaritani, mettendo fine a una storia di ostilità ed esclusione reciproca.

Concludendo, Mons. Rigillo ha richiamato due pensieri del magistero recente della Chiesa. Papa Francesco ricorda che il primo passo per evangelizzare è avere Gesù al centro del cuore, fino quasi a “perdere la testa” per Lui. Papa Benedetto XVI, invece, sottolinea che l’incontro con Gesù deve diventare l’inizio di una vera amicizia che accompagni tutta la vita, secondo le parole del Signore: «Vi ho chiamati amici».

L’invito finale è quello di lasciarsi incontrare da Cristo in questo tempo di Quaresima, per vivere una conversione autentica e diventare, come la Samaritana, testimoni della sua misericordia nel mondo.