Solennità di Cristo Re dell’Universo – Omelia del 23/11/2025

 

Condividiamo di seguito l’omelia dell’Abate emerito di Montserrat Dom Josep Maria Soler i Canals nella Solennità di Cristo Re dell’Universo presso la Basilica Cattedrale di Montecassino.

Cari fratelli e sorelle:
Fin dall’inizio del Vangelo, San Luca ci ha parlato di Gesù come Re.
Infatti, nell’annunciazione a Maria, l’angelo ci dice: ‘’il Signore Dio ti darà il trono di Davide, tuo
padre, e regnerà nella casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine’’. (Lc 1, 32-39).
In eterno Gesù sarà il Re messianico. Ma non viene detto come sarà la sua regalità. Come
Davide, con un cuore grande? Con la saggezza di Salomone? Nell’ingresso a Gerusalemme
cominciamo a capire un po’ la caratterizzazione della sua regalità. Vediamo che è un Re che
monta su un asinello, segno di umiltà e di pace.
Dicendo che Gesù è re, non stiamo parlando di un potere del mondo. Lo si vede in modo
particolare nel Vangelo di quest’oggi dove Luca rende chiaro il tipo di regalità. Gesù è il Re
messianico ma è un Re crocifisso. È crocifisso per amore. La sua regalità, dunque, è una regalità
di amore e di misericordia.
La regalità di Gesù rovescia tutte le visioni umane di regalità. Il suo trono è il patibolo della croce. Il
suo potere è quello dell’impotenza per amore, il suo modo di fare giustizia è la misericordia, cioè
l’amore che si abbassa fino alla fragilità umana, anzi, fino al peccato umano.
Lo ha capito bene quel compagno di supplizio che la tradizione cristiana ha chiamato il ‘’buon
ladro’’, buono non per essere ladro, ma per essere pentito ed avere fede in Gesù…lo vede
crocifisso e sofferente, senza forza né potere umano, lo crede Re immortale, Signore del paradiso.
Infatti, il Regno di Gesù è un regno spirituale, che si estende oltre la morte nel paradiso che il
Signore promette al ladro pentito.
Questo paradiso è offerto a noi, peccatori pentiti, uomini e donne crediamo in Gesù come Re,
Figlio di Dio. Ed è offerto a tutta l’umanità. E San Benedetto ci insegna cosa dobbiamo fare per
accogliere la grazia della regalità di Cristo e della partecipazione al suo Regno. La riassume in
due parole: obbedire e servire, però con amore.
Dobbiamo cercare di obbedire alla parola del Signore, di metterla in pratica e di servire il Signore
Gesù vero Re, nella nostra preghiera, nella nostra liturgia, e di servirlo, noi fratelli e sorelle che
abbiamo accanto, e di avere un cuore così aperto da sintonizzare con tutte le fatiche umane e di
portarle nella preghiera.
Da una parte, come diceva la seconda lettera per il battesimo, abbiamo ricevuto già il dono di far
parte del Regno di Gesù Cristo, siamo stati resi capaci di partecipare alla sorte dei santi che già
sono in paradiso. Ma dall’altra parte dobbiamo lavorarci spiritualmente in modo che alla fine dei
nostri giorni sulla terra possiamo ricevere la grazia di entrare in paradiso per tutta l’eternità.
La festa di oggi ci invita a mettere Cristo al centro della nostra vita per accogliere la sua regalità
spirituale, per vivere un atteggiamento di veglia nell’attesa del suo ritorno quando si manifesterà in
tutto il suo splendore il suo Regno escatologico.
Il Regno di Gesù è un Regno d’amore, d’umiltà, di misericordia, di servizio. Tutto questo si fa realtà
per noi nell’Eucarestia che stiamo venerando.

Montecassino, 23.11.25