Santa Messa in Suffragio di Papa Francesco – 25 Aprile 2025

Il Reverendissimo Padre Abate Luca, insieme alla Comunità Monastica di Montecassino, celebrerà il prossimo 25 aprile 2025 alle ore 11.00, presso la Basilica di Montecassino, una Santa Messa in suffragio del Santo Padre Francesco.
Tutti i fedeli sono invitati a partecipare a questo solenne momento di preghiera e di memoria, elevando suppliche al Signore per il riposo eterno del Sommo Pontefice.
Condividiamo di seguito il ricordo del Padre Abate Dom Luca Fallica su Papa Francesco.
“In questo momento, nel quale siamo invitati a pregare per papa Francesco e per il suo incontro definitivo con il mistero di Dio, ci sono in particolare due immagini che mi si imprimono nella memoria del cuore, con intensità e commozione. Vorrei consegnarle anche ad altri, affinché possano aiutare ciascuno ad accogliere e fare tesoro della sua eredità. Il tempo, e una riflessione più accurata, ci consentiranno di approfondire il suo magistero, il suo pensiero, ciò che ha significato il suo pontificato per la Chiesa e per il mondo. Del resto, papa Francesco dovremo ricordarlo non solo come il papa dei discorsi e dei documenti, ma anche, forse soprattutto, come l’uomo dai gesti eloquenti.
Penso anzitutto al suo ultimo saluto, nella Domenica di Pasqua (il giorno prima di morire!), alla città di Roma e al mondo intero, in quella che appunto viene tradizionalmente chiamata benedizione urbi et orbi. Con un filo di voce e con le poche forze che ancora restavano al suo corpo, nel quale era evidente la sofferenza, ha augurato «buona Pasqua», con la stessa semplicità con la quale era solito augurare «buona sera» (ricordiamo le sue prime parole, dalla loggia di san Pietro, subito dopo la sua elezione) o «buon pranzo» (dopo la preghiera domenicale dell’Angelus). Ha poi voluto percorrere tutta la piazza, mentre la folla lo salutava acclamandolo, come se percepisse che quello era il suo ultimo saluto, la sua definitiva benedizione.
Il 13 marzo 2013, nel giorno della sua elezione, aveva iniziato il suo ministero chiedendo che il popolo santo di Dio pregasse per lui e lo benedicesse. Lo ha concluso con questa ultima benedizione sul popolo di Dio, nell’ora della sua morte. Il ricordo non può non andare al Risorto che, nel giorno dell’ascensione, sale al Padre benedicendo i suoi discepoli.
La seconda immagine ci riporta ancora a piazza san Pietro, questa volta insolitamente vuota, nella sera del 27 marzo 2020, durante l’epidemia da Covid. Allora aveva commentato il racconto evangelico di Marco 4, quando Gesù placa la tempesta e dona pace alla paura dei discepoli. «Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti e fragili e disorientati, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti” (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme». Forse, chissà, in quelle parole e nella consapevolezza che le generava, trova radice la sua Fratelli tutti, pubblicata solo pochi mesi dopo, e la convinzione di una fraternità che, pur senza che tutti ne siano consapevoli, è custodita dall’amore di Gesù e dal suo desiderio «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). La piazza era vuota, ma quelle parole, pronunciate nella solitudine, davanti al Crocifisso, che a sé tutti ci attira, e all’immagine della Madre di Dio, madre dell’umanità intera, hanno raggiunto ogni persona, senza escludere alcuno.
Potremo ricordare papa Francesco con tanti titoli, definizioni, ritratti. In questo momento mi piace ricordarlo come il papa che, sia nella gioia, che caratterizza molti suoi documenti sin dal titolo, sia nella sofferenza della malattia e ora della morte, ha voluto e saputo intercedere per tutti e a tutti offrire la sua benedizione, che viene da Dio, Padre di tutti, in Cristo, che ci fa suoi fratelli e sorelle, e nello Spirito, sorgente di ogni comunione.
Mentre altre tempeste sconvolgono il mare della storia, in questo Anno santo nel quale papa Francesco ci ha chiamati a farci pellegrini di speranza, custodiamo questa speranza e questa fede nel Dio che ci ama e ci benedice.”

